La scelta dei materiali per rifare l’impianto idraulico e termico è uno dei passaggi più delicati in una ristrutturazione. Oggi il tubo multistrato e i materiali plastici come il polipropilene (PPR/PP-RCT) o il PVC (utilizzato però per gli scarichi) dominano il mercato, mandando in pensione il vecchio rame. Ma quale conviene scegliere? Quali sono le differenze, i pregi, i difetti e i costi reali?
1. Il materiale più utilizzato e le scuole di pensiero
Il materiale in assoluto più utilizzato nelle moderne ristrutturazioni residenziali è il tubo multistrato (composto da unire strati di polietilene reticolato o PEX e un’anima interna in alluminio).
Esistono tuttavia due grandi “scuole di pensiero” tra i termoidraulici:
- La scuola del Multistrato (Il presente versatile): Sostiene che la combinazione di plastica e alluminio garantisca una posa veloce, la capacità del tubo di mantenere la forma data in curvatura e un’eccellente tenuta per acqua sanitaria e riscaldamento (termico a pavimento o radiatori).
- La scuola del Polipropilene / Tubo Verde (La tradizione plastica rigida): Molti idraulici storici preferiscono il polipropilene a termosaldatura perché, non avendo raccordi a pressare annegati sotto traccia ma giunzioni saldate a caldo, viene considerato virtualmente indistruttibile e privo di punti critici nel lunghissimo periodo.
- Nota sul PVC: Il PVC non si usa per l’acqua potabile o il riscaldamento in pressione (si deforma con il calore), ma resta il re incontrastato ed economico per le tubazioni di scarico dei sanitari.
2. Differenze, pregi e difetti
Tubo Multistrato
- Pregi: Estremamente flessibile, si piega a mano o con apposite molle riducendo il numero di raccordi; anima in alluminio che azzera la dilatazione termica rispetto alla sola plastica ed è impermeabile all’ossigeno (evita la corrosione dei componenti metallici della caldaia).
- Difetti: I raccordi a pressare interni riducono leggermente il diametro di passaggio nei punti di giunzione (strozzatura); se installato da mani non esperte con raccordi non compatibili, può dare problemi di tenuta nel tempo.
Polipropilene (PPR)
- Pregi: Economico, atossico, saldato per termofusione (il tubo e il raccordo diventano un corpo unico), eccellente resistenza strutturale e termica fino a 90-100°C.
- Difetti: Rigido, non si curva a mano e richiede molti raccordi a 90° o 45°; dilatazione termica lineare marcata se non di tipo fibrorinforzato.
PVC (per scarichi)
- Pregi: Leggero, facilissimo da tagliare e incollare, insensibile alla corrosione e molto economico.
- Difetti: Non resiste alle alte temperature (si rammollisce sopra i 60°C) e non regge la pressione dell’acqua di rete.
3. Differenze di prezzo (Indicative al metro lineare)
I costi dei materiali variano in base al diametro, alla presenza o meno di guaina isolante (coibentazione) e ai raccordi necessari:
- Tubo Multistrato (Ø 16-20 mm per sanitario/riscaldamento): Da 2,50 € a 5,50 € al metro (il prezzo sale se già coibentato). I raccordi in ottone a pressare incidono sul preventivo finale dell’opera.
- Tubo in Polipropilene (PPR): Da 1,50 € a 3,50 € al metro, con raccordi di costo inferiore ma manodopera leggermente più lunga per le saldature.
- Tubo in PVC (Ø 40-100 mm per scarichi): Da 3,00 € a 9,00 € al metro a seconda del diametro e dello spessore fonoisolante.
Nel computo di una ristrutturazione globale, un impianto in multistrato tende ad avere un costo di fornitura leggermente superiore per via dei raccordi specifici, compensato però da tempi di posa in opera inferiori rispetto al polipropilene.
4. Qual conviene mettere alla fine?
Se devi rifare l’impianto di casa (sia i termosifoni/riscaldamento a pavimento che i sanitari), il multistrato offre il miglior compromesso tra modernità, sicurezza contro le perdite nascoste e facilità di passaggio nelle tracce. Riserva invece il PVC esclusivamente alla rete di scarico delle acque nere e grigie.





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