Rottura colonna montante condominio: chi paga e cosa fare se c’è eternit (Costi e Documenti)

Ottobre 21, 2026

Rottura colonna montante condominio: chi paga e cosa fare se c’è eternit (Costi e Documenti)
La rottura colonna montante condominio è uno dei problemi più frequenti e complessi da gestire all’interno di un edificio. Quando si verifica una perdita d’acqua o un’infiltrazione causata dalle tubazioni verticali, le prime domande che i proprietari si pongono riguardano la ripartizione dei costi e le responsabilità. La situazione può complicarsi ulteriormente se l’impianto è datato e ci si accorge che all’interno della struttura c’è eternit.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio la normativa attuale, chi paga le spese di riparazione, come si comporta il condominio in presenza di amianto, quali sono i documenti necessari e i relativi costi di smaltimento.
Rottura colonna montante condominio: chi paga le spese?
Per stabilire chi paga in caso di guasto, bisogna fare riferimento al Codice Civile. Secondo l’articolo 1117 c.c., la colonna montante (sia essa idrica o di scarico) è considerata una parte comune dell’edificio fino al punto di diramazione verso i locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini.
Di conseguenza, la ripartizione delle spese segue queste regole generali:
  • Tubazione verticale comune: se la rottura avviene sul tratto verticale della colonna, la spesa per la riparazione e per il risarcimento di eventuali danni da infiltrazione spetta a tutto il condominio. I costi vengono divisi tra i condomini in base ai millesimi di proprietà (art. 1123 c.c.). Se la colonna serve solo una parte del condominio (condominio parziale), pagano solo i condomini allacciati a quel tratto.
  • Braga di allacciamento o tubi privati: se il guasto si verifica nel punto di innesto (braga) che collega l’appartamento privato alla colonna comune, o nei tubi orizzontali interni alla casa, la responsabilità e la spesa sono al 100% del singolo proprietario.
Se c’è eternit: come si comporta il condominio?
Negli edifici costruiti prima del 1992 è molto comune trovare tubazioni di scarico o canne fumarie in cemento-amianto. Di fronte a una rottura colonna montante condominio se c’è eternit come si comporta l’amministratore e l’assemblea?
La legge di riferimento (Legge n. 257/1992) non impone la rimozione automatica dell’amianto se questo è integro e non costituisce un pericolo. Tuttavia, in caso di rottura o danneggiamento, il materiale diventa friabile e rilascia fibre nocive nell’aria. In questa situazione:
  1. L’amministratore ha l’obbligo di legge di intervenire urgentemente per mettere in sicurezza l’area, senza dover attendere la delibera dell’assemblea condominiale.
  2. Viene effettuata una mappatura e una valutazione del rischio da parte di un tecnico abilitato.
  3. Se il tubo è danneggiato, non può essere semplicemente riparato, ma deve essere rimosso e bonificato tramite ditte specializzate iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Lista di documenti per la bonifica e lo smaltimento
La rimozione dell’amianto richiede una precisa procedura burocratica. Ecco la lista di documenti essenziali che la ditta incaricata e l’amministratore devono gestire:
  • Piano di Lavoro (Art. 256 D.Lgs. 81/08): un documento dettagliato redatto dalla ditta che descrive le modalità di rimozione, i dispositivi di protezione usati e le misure di sicurezza. Deve essere presentato all’ASL competente almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.
  • Nulla osta o autorizzazione dell’ASL: il documento che attesta l’approvazione del Piano di Lavoro da parte dell’autorità sanitaria.
  • FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti): il documento che accompagna il materiale durante il trasporto e certifica il corretto conferimento in una discarica autorizzata per rifiuti pericolosi.
  • Certificato di avvenuto smaltimento: rilasciato dalla discarica a fine lavori, serve a dimostrare che l’eternit è stato eliminato secondo le norme di legge.
Smaltimento e costi: quanto costa l’intervento?
I costi per la riparazione di una colonna montante aumentano sensibilmente se è presente l’amianto, a causa delle procedure di sicurezza obbligatorie. I costi si dividono principalmente in due voci:
  1. Costo di smaltimento eternit: il puro smaltimento in discarica dell’amianto compatto ha una tariffa indicativa che varia in base al peso o alla lunghezza delle tubazioni. In linea generale, i prezzi per la bonifica e il trasporto a norma partono da circa 300 – 450 euro per piccoli quantitativi (fino a 100-150 kg), a cui vanno sommate le spese fisse per l’allestimento del cantiere in sicurezza e la stesura del Piano di Lavoro (spesso comprese tra i 500 e i 1.500 euro a seconda della complessità).
  2. Costo di ricostruzione e ripristino: a queste cifre vanno aggiunti i costi edili per lo scasso delle pareti, la sostituzione della colonna con nuovi materiali a norma (come il PVC insonorizzato) e il successivo ripristino dei rivestimenti e delle murature.
Tutte queste spese straordinarie, inclusa la bonifica dell’amianto, rientrano nella ripartizione condominiale per millesimi di proprietà, gravando su tutti i condomini comproprietari della colonna montante interessata.
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ristrutturandonet@gmail.com

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