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Agosto 6, 2026

Ogni giorno migliaia di imprese edili aprono i cantieri, assumono lavoratori, acquistano materiali, pagano fornitori e cercano di rispettare decine di adempimenti.

Ma c’Γ¨ una domanda che nessuno sembra voler affrontare.

Cosa succede quando il committente paga in ritardo?

PuΓ² essere un cittadino, puΓ² essere un condominio, puΓ² essere un’altra impresa, oppure guarda caso, la stessa Pubblica Amministrazione.

L’impresa, perΓ², non puΓ² aspettare, e NO!

Gli stipendi vanno pagati, così come i contributi INPS e INAIL vanno versati. Gli F24 scadono e i fornitori devono essere saldati, come le banche che invece pretendono le rate.

Se la liquiditΓ  non arriva, iniziano interessi, sanzioni, ravvedimenti e, nei casi piΓΉ gravi, anche contestazioni per il ritardato pagamento delle retribuzioni da parte degli ispettori che teoricamente dovrebbero sostenere le imprese in materia di Sicurezza.

E come se non bastasse, oggi un’impresa puΓ² essere colpita con una sanzione fino al 10% del valore dell’appalto per una violazione esclusivamente amministrativa, come la mancata richiesta della Patente a Crediti, anche quando il cantiere Γ¨ sicuro, i lavoratori sono regolarmente assunti e non esiste alcun rischio concreto per la loro salute.

Ma c’Γ¨ un altro aspetto di cui nessuno parla.

Ogni migliaio di euro sottratto alle imprese attraverso sanzioni sproporzionate Γ¨ un migliaio di euro che non potrΓ  essere investito nella vera sicurezza.

Significa rinviare l’acquisto di nuovi mezzi e attrezzature piΓΉ sicure.

Significa rinviare la sostituzione del parco macchine aziendale.

Significa rinviare corsi di formazione e aggiornamento.

Significa rinviare nuove assunzioni.

Significa avere meno risorse per dispositivi di protezione individuale, organizzazione dei cantieri e innovazione.

La sicurezza non si costruisce togliendo ossigeno economico alle imprese sane. Si costruisce permettendo loro di investire.

Chi sfrutta il lavoro nero… Chi non fornisce i DPI… Chi realizza ponteggi pericolosi… Chi mette realmente a rischio la vita dei lavoratori…

deve essere punito con il massimo rigore.

Ma una violazione puramente burocratica non puΓ² avere lo stesso peso di una violazione che mette realmente in pericolo la salute dei lavoratori.

L’obiettivo doveva essere quello di ridurre gli infortuni, non moltiplicare le sanzioni amministrative e fare cassa.

Le imprese chiedono regole chiare, controlli efficaci e sanzioni proporzionate alla gravitΓ  delle violazioni.

CANDE – Class Action Nazionale dell’Edilizia – non si limiterΓ  a denunciare questo sistema.

Nei prossimi giorni completeremo il lavoro giΓ  avviato sulle nostre proposte di riforma della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.

Proposte concrete, elaborate insieme a imprese e professionisti, che saranno trasmesse ai Parlamentari, al Ministero del Lavoro e alle Commissioni competenti.

Vogliamo una sicurezza che salvi vite, non una burocrazia che impoverisca le imprese oneste.

Quando un’impresa Γ¨ economicamente piΓΉ forte, investe di piΓΉ in sicurezza. Mentre un’impresa soffocata dalle sanzioni investe di meno, non Γ¨ complicato da capire. Sia chiaro, questo non conviene a nessuno, tantomeno ai lavoratori.

La sicurezza non si misura dal numero delle multe. Si misura dal numero degli infortuni che riusciamo ad evitare, e non pare che le statistiche evidenzino miglioramenti se non per le casse dello Stato.

comunicato Class Action Nazionale dell’Edilizia

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Redazione Ristrutturando.net

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Siamo un team di esperti appassionati di edilizia, innovazione e nuove tecnologie applicate al mondo dei cantieri. Ogni giorno selezioniamo, verifichiamo e pubblichiamo contenuti utili per professionisti, imprese e appassionati del settore, dalle ultime novitΓ  sui materiali e strumenti alle informazioni su appalti, bandi e normative. Con il nostro lavoro vogliamo rendere l’edilizia piΓΉ accessibile, sicura e digitale, aiutando chi opera nel settore a trovare soluzioni pratiche e aggiornamenti affidabili.

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